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L'umanità è diventata litigiosa per volontà. PDF Stampa E-mail
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Lunedì 05 Agosto 2019 10:47
 

Anche gli animali litigano, ma per qualcosa o qualcuno, ovvero per fame, per difendere i cuccioli, per il controllo del branco o di un territorio. E alla fine uno dei due litiganti, spesso, muore. Non obbediscono ad alcuna legge se non quella della natura. Non professano alcun credo, storia o cultura: seguono, semplicemente, il loro istinto.

Gli animali intraprendono battaglie, però, non hanno mai fatto le guerre. Probabilmente perché non conoscono la politica e l'economia, le ideologie. Difficile pensare a tigri asiatiche che dichiarano guerra a ghepardi africani, lupi americani che preparano l'invasione agli orsi canadesi, pesci del pacifico che aizzano quelli dell'atlantico, eccetera.

 

Noi invece, noi che siamo uomini e a differenza degli animali abbiamo l'uso della ragione, beh... quando la vogliamo mettere in moto! Puntiamo con scelte mirate “il nemico”, ce lo scegliamo come si sceglie il migliore piatto di un ristorante magari consigliati da amici o dai giornali.

Noi, gli umani, alimentiamo lo scontro, e solo se in difficoltà di fronte agli altri invochiamo l'aiuto del branco, altrimenti colpiamo alle spalle.

Ciò che conta, per noi, non è tanto la guerra quanto quello che sta in mezzo.

Tutto quello che ci separa e ci intrattiene dall'inizio alla fine della guerra, ovvero gli elementi psicologici, come l'invidia e la frustrazione, quelli verbali, ovvero l'uso malvagio e animoso delle parole, eccetera.

È questo che distingue un litigio da una guerra, la litigiosità dalla belligeranza.

Noi, gli umani, vogliamo “il sangue”. Non per difendere qualcosa o qualcuno, ma soltanto per il semplice gusto di essere contro.

Perché a noi umani piace litigare. Punto. E ci piace soprattutto vederlo fare, in televisione, alla radio, sui social. Se la rete era nata con l’intento di unire le persone di un Campus universitario oggi di fatto le divide, crea fazioni o le coalizza, dipende dai punti di vista sempre di più. Nell'era degli algortmi è questo il nuovo Colosseo: un'arena globale del disprezzo a buon mercato, nella quale il pollice verso - spesso, solo per imitazione - lo usano milioni, miliardi di autoproclamatisi imperatori, censori o pseudo Catoni odierni.

Ed è lontano quel tempo in cui anche gli imperatori ed i sovrani erano per lo meno obbligati a studiare.

 
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L' Editoriale

Per aiutarci a comprendere le conseguenze mentali del virus

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MONZA: Una “GRANDE ONDA VERDE” PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE MENTALE 2020

Ombrelli verdi focus 1(Laura G. D'Orso). In vista della Giornata Mondiale della Salute Mentale del 10 ottobre #WorldMentalHealthday, la società Lundback Italia promuove una campagna nazionale di sensibilizzazione sui temi della prevenzione e cura della salute mentale, per vincere barriere e pregiudizi.

Covid19 e salute mentale

Il progetto Insieme per la salute Mentale – realizzato in collaborazione con la Società Italia di Psichiatria e di Neuro Psico Farmacologia – si concentra quest’anno sui recentissimi studi relativi alla salute mentale nell’epoca della pandemia, per aiutarci a comprendere le conseguenze del virus anche per questi delicati aspetti, sia dal punto di vista pratico (servizi, assistenza, territorio, ospedale) sia sociale (discriminazioni, stigma, esclusione).

I contenuti scientifici di queste ricerche saranno illustrati venerdì 25 settembre a Milano nel corso di una conferenza stampa nella quale saranno presentate anche le iniziative di sensibilizzazione: tra questi l’evento Ombrelli Verdi che prevede la copertura con 400 ombrelli verdi di una via del centro storico di due città particolarmente suggestive, una al Nord e una al Sud del Paese: per questa edizione sono state scelte Monza e Bari, mentre al termine della manifestazione gli ombrelli saranno donati ad alcune ONLUS del territorio.

La consapevolezzadei traumi psicologici tra bambini, adolescenti, anziani ed anche persone più "fragili" è stato forte e di grande impatto. nessuno di noi può dire di non esserne uscito cambiato!

“Abbiamo aderito con entusiasmo a questa iniziativa – spiegano il Sindaco Dario Allevi e l’Assessore alle Politiche Sociali Desiree Merlini – consapevoli dell’importanza crescente di far maturare una coscienza diffusa sul benessere psichico, capace di superare i tanti stigmi sociali che ancora caratterizzano queste patologie”.

Anche per questi motivi la città di Monza, fin dall’inizio dell’emergenza Covid, ha voluto istituire un supporto psicologico per coloro che erano stati colpiti dal virus e per quanti più soffrivano gli effetti del lockdown grazie al servizio telefonico ‘Noi ci siamo’: una scelta che si è rivelata particolarmente utile e apprezzata dalle persone sole.

#insiemeperlasalutementale