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Fino al prossimo 23 aprile 2020, il “Piano Freddo” a Monza PDF Stampa E-mail
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Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
piano freddo.jpg 268651658Fino al prossimo 23 aprile 2020, il “Piano Freddo” a Monza. Il programma prevede interventi di prossimità nei confronti dei cittadini in situazione di estrema fragilità e senza fissa dimora, presenti sul territorio. L’attività di accoglienza, ascolto e orientamento è gestita in via Borgazzi 37 presso la palazzina comunale “Spazio 37”. Le novità di quest’anno sono l’accompagnamento degli ospiti ed il presidio notturno dell’edificio affidato ai referenti di City Angels e Croce Rossa e i nuovi 30 letti donati dalla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni di Muggiò, che sostituiscono le brande utilizzate fino allo scorso anno. I locali sono stati rinnovati e imbiancati durante i mesi estivi dai volontari e dai ragazzi della Comunità Sirio di Monza. Il progetto MONZA.CON.
Il Sistema di contrasto alla povertà ed alla grave emarginazione prevede l’organizzazione di presidi territoriali che consentono la conoscenza approfondita del fenomeno, il contatto e l’aggancio delle persone e la predisposizione di un progetto individualizzato di inclusione sociale che preveda, come obiettivo finale, l’autonomia della persona dal punto di vista abitativo, lavorativo, sociale e reddituale. Il progetto interpreta a livello locale sia la normativa europea (articolo 31, comma 2, della Carta Sociale Europea) sia le misure di contrasto alla Povertà messe in campo dal Governo Italiano.
Lo SPAZIO37 come luogo di accoglienza. Spazio 37 rappresenta uno dei perni del sistema di contrasto alla povertà ed è sempre di più, un approdo sicuro per tutte quelle persone adulte, fragili, ai margini, senza fissa dimora che vogliono prendersi cura della propria persona ed eventualmente, con il sostegno di operatori dedicati, iniziare un percorso di inclusione sociale. Da diverso tempo alcune realtà del territorio utilizzano questa palazzina per organizzare alcune attività progettuali ad hoc: Drop-In, Punto Doccia, Abi-toh! e Punto casa. “Questo luogo, dedicato ad una fascia di popolazione ben precisa, esprime il fatto che riconosciamo un bisogno, ce ne facciamo carico e lavoriamo insieme ai componenti del tavolo Monza.CON per individuare processi utili ad includere queste persone in un contesto sociale, territoriale ed umano” spiegano il Sindaco Dario Allevi e l’Assessore alle Politiche Sociali Desiree Merlini. Il Volontariato e la rete dell’inclusione.
A Monza la solidarietà è un valore condiviso: per questo il tavolo MONZA.CON predisposto dal Comune lavora con CityAngels Monza, CRI comitato di Monza, AGESCI Monza, CRI Comitato di Villasanta, Fraternità Francescana, Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni - S.U.G. di Muggiò, Gruppi Parrocchiali, Chiesa Evangelica un Nuovo Giorno, Volontari per l’Inclusione Sociale – V.I.S. I cittadini monzesi, con la loro generosità, fanno il resto donando il materiale necessario alla gestione di tutto il Piano, dai tovaglioli di carta ai detersivi, dallo shampoo allo zucchero. Spazio 37 raccoglie anche coperte, felpe, giacconi e scarpe per vestire gli ospiti e permettere loro di cambiarsi tutte le sere. Durante l’apertura del Piano Freddo è possibile donare indumenti portandoli in Via Borgazzi 37 tutte le sere dalle ore 20 alle 22.
Come accedere e cosa si fa. Lo spazio accoglie 22 uomini e 3 donne offrendo loro un pasto caldo in un luogo organizzato con docce (obbligatorie tutte le sere) e letti, dove è possibile passare la notte, guardare la TV, chiacchierare con i volontari, cambiarsi gli abiti e sentirsi accolti, come avviene normalmente in una casa. Saranno presenti 7/8 volontari ogni sera dalle 20.15 alle ore 23,00, con pettorina di riconoscimento e coordinati da un referente. Dalle 23,00 alle 8,30 del mattino sarà presente un volontario per consentire un clima sereno e rispettoso, in linea con il Patto di Buona Convivenza che gli ospiti hanno firmato prima del loro ingresso in struttura, svegliarli e fornire agli ospiti una colazione calda. Le Forze dell’Ordine, in accordo con la Polizia Locale, garantiranno un passaggio notturno ed eventuali interventi per emergenze. Chi vuole essere ospitato deve rivolgersi all’asilo notturno di Via Raiberti il Lunedì dalle ore 14,30 alle ore 15,00: gli operatori del Comune presenti daranno tutte le indicazioni per l’accesso al Piano Freddo.
Le unità di Strada: durante tutto il periodo invernale i volontari delle Unità di Strada (City Angels, Croce Rossa Monza, Brugherio e Villasanta, Croce di Malta e GoodGuys) organizzeranno le uscite serali sul territorio per attivare percorsi di prossimità anche a tutte quelle persone – gli irriducibili – che non vorranno essere ospitati a SPAZIO37, distribuendo una bevanda calda, una coperta o un sacco a pelo.
 
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L' Editoriale

Rose e Libri per rivoluzionare il Mondo (Laura Giulia D'Orso)

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

I recenti risultati dei test Ocse-Pisa hanno valutato le competenze di lettura di studenti di 80 Paesi nel mondo e gli esiti sono stati spaventosi. Mostrano che i nostri quindicenni faticano a comprendere un testo. I toni allarmistici di questi giorni, incolpano la scuola, ma centrano un po’ tutti, a catena. Centra il versante politico che non ha interesse a creare menti pensanti, centrano gli insegnanti magari anche impreparati sessantottini del 6 politico, o boriosi del loro sapere ma incapaci di comunicarlo oppure stanchi di avere a che fare con “non capaci” di attenzione, quasi apatici di conoscenza.
Che quasi l’80% dei ragazzi raggiunga solo il livello minimo richiesto per la comprensione di un testo è un risultato più o meno stabile da tempo. Siamo in stagnazione culturale e quella economica ne sarà ovviamente la conseguenza, ma sono anni che mai l’agenda politica sulla scuola cambia o se cambia lo fa in peggio. La ricerca di sensazioni forti, immediate, concrete, tangibili, sostituisce la ricerca del senso, della riflessione, del pensiero: i libri hanno pagine impegnative, le rose hanno le spine, i cellulari no.
Che cosa regalate ad un bambino di 12 anni? Vi siete mai chiesti, voi genitori, quanti libri ci sono nelle loro classi, a casa, sul loro comodino? Quanto tempo dedichiamo e passiamo con loro e gli insegniamo ad osservare la Natura e quanto tempo li piazziamo davanti ad uno “schermo babysitter”? Mi chiedo, è possibile che la scuola faccia amare la lettura a chi non sa cosa sia? La scuola fa ancora amare la lettura? Come si riesce a fare amare qualcosa a chi non ha sentore di cosa sia? Ai ragazzi sempre incollati ai social come è possibile portare via quella “facile droga”?
Nel 1941 vicino Praga, una minuscola cittadina polacca Terenzin fu trasformata dai nazisti per metà in ghetto per metà in campo di concentramento. Venne annunciato il rastrellamento casa per casa dei giovani, se non si fossero consegnati l’indomani con pochissimo bagaglio. Al mattino i ragazzi si presentarono, ma la libreria del paese era stata svuotata: durante la notte avevano preso un paio di libri a testa, per metterli nel solo bagaglio concesso. Le parole di uno scrittore, un filosofo, uno scienziato... erano per quei giovani beni di prima necessità: questione di sopravvivenza. Nella stessa nazione, a inizio secolo, è stata approvata una legge per ridurre l’inquinamento luminoso notturno e restituire il cielo stellato ai cittadini: luci schermate da una certa ora.
Il cielo stellato è in estinzione: un terzo della popolazione mondiale non vede più la Via Lattea, un europeo su due scorge una manciata di stelle delle tremila visibili a occhio nudo e l’Italia è tra i Paesi con il maggiore inquinamento luminoso. Durante “la notte di S. Lorenzo” solo ad alta quota si possono scorgere ancora le Sue lacrime, scie di desideri e richieste. Per essere felici bisogna comprare anziché comprendere, godere anziché gioire, accontentarsi anziché impegnarsi... salvo poi scoprirsi sempre insoddisfatti e per eliminare questo inevitabile disagio dell’anima c’è anche il palliativo dello sballo nei momenti di crisi ed arretratezza sociale. Non credo sia un caso che da noi il consumo di droga sia in crescita.
E se invece di “umanizzare” Sardine o qualsivoglia tipo di animale, i ragazzi, aiutati da chi ancora crede nella potenza distruttiva di un libro e della conoscenza, facciano un piccolo-grande passo a cominciare da casa, da scuola, dal lavoro?! Ciò per me significa regalare rose belle, profumate e con spine acute e tanti, tanti libri, a cominciare proprio da questo Natale.
 

Quanto è il valore ed il peso dell’amore. (Laura Giulia D’Orso)

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L’affermazione potrebbe sembrare una sinestesia, non si può usare una unità di misura per qualcosa che non risulta reale. Eppure, a ben riflettere, nel nostro agire quotidiano, siamo talmente abituati a controllare il costo delle cose, che siano beni o servizi, che spesso riteniamo che sia appunto quel dato prezzo ad identificarlo e così succede nei sentimenti. Siamo, però, così sicuri che il prezzo identifichi anche il reale valore di ciò che acquistiamo o proviamo? Certo, il prezzo è immediato e semplice da capire, mentre il valore presuppone un’analisi più approfondita.

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L'umanità è diventata litigiosa per volontà.

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Anche gli animali litigano, ma per qualcosa o qualcuno, ovvero per fame, per difendere i cuccioli, per il controllo del branco o di un territorio. E alla fine uno dei due litiganti, spesso, muore. Non obbediscono ad alcuna legge se non quella della natura. Non professano alcun credo, storia o cultura: seguono, semplicemente, il loro istinto.

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