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Fino al prossimo 23 aprile 2020, il “Piano Freddo” a Monza

Fino al prossimo 23 aprile 2020, il “Piano Freddo” a Monza. Il programma prevede interventi di pross...

Motivi leonardeschi nelle stampe dei Musei Civici

Inaugurazione della mostra venerdì 25 ottobre – ore 18 (ingresso libero fino a esaurimento posti) In...

Per tutto il mese di dicembre nelle Biblioteche monzesi

Una speciale atmosfera curata dai bibliotecari monzesi accoglierà i lettori per tutto il periodo n...

It's Christmas Time again: tutti gli eventi

Dal 30 novembre al 6 gennaio, l’atmosfera delle feste abbraccia le vie e le piazze della città: Pist...

Manovra e bonus casa: un passo indietro sarebbe molto grave

Non è ancora chiaro se ci sarà o meno una proroga del bonus mobili, la misura fiscale che permette...

  • Fino al prossimo 23 aprile 2020, il “Piano Freddo” a Monza

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  • Motivi leonardeschi nelle stampe dei Musei Civici

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  • It's Christmas Time again: tutti gli eventi

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Benessere & Salute
Incontro formativo per ginecologi e medici di base sull'infertilità PDF Stampa E-mail
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Martedì 11 Giugno 2019 14:08
Calo della natalità e accesso a informazioni affidabili e specifiche sull’infertilità per ginecologi e medici di base: due tematiche strettamente connesse
Il Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi organizza a Monza venerdì 14 giugno un corso di formazione sul tema
 
Secondo un recente studio scientifico, il 56% dei ginecologici italiani crede erroneamente che il limite dell’età fertile della donna sia tra i 44 e i 50 anni e che la procreazione assistita possa sempre sopperire ai problemi di infertilità. Le pazienti ignorano che già dai 35 anni la fertilità declina rapidamente e anche i medici di base sono insufficientemente informati su questo tema. Il Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi degli Istituti Clinici Zucchi di Monza, parte del Gruppo San Donato, organizza un incontro per condividere con ginecologi e medici di base i percorsi di prevenzione, diagnostici e terapeutici per la sterilità di coppia
 
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I 5 benefici di una doccia fredda PDF Stampa E-mail
Venerdì 31 Maggio 2019 22:04
Per gli esperti l’acqua fredda a contatto con il nostro corpo contribuisce, tra le altre cose, a potenziare il sistema immunitario e sciogliere lo stress e l'ansia
 
Esiste una correlazione tra benessere e doccia in acqua gelata. Il dermatologo australiano Stephen Shumack, insieme alla giornalista Esther Han, ha stilato i 5 benefici di una doccia fredda per l’organismo e non solo.
E’ quanto riporta In a Bottle in un focus sul rapporto tra acqua e benessere
 
Innanzi tutto,  il dermatologo consiglia di fare una doccia fredda nel minor tempo possibile: invece di bagnarsi dall'alto verso il basso, il dottore consiglia di iniziare con i piedi, quindi passare alle gambe e alle braccia, per giungere poi ai capelli e al resto del corpo.
Una delle prime cose che il professor Shumack consiglia ai suoi pazienti affetti da dermatite o acne è di sostituire le docce bollenti con quelle veloci e fredde. Le persone affette da eczema hanno potuto vedere un miglioramento già dopo pochi giorni, mentre i pazienti con acne lo hanno notato in poche settimane. "La pelle produce un olio naturale chiamato sebo che lubrifica lo strato superficiale della cute e la mantiene liscia, morbida ed elastica", ha affermato. "L'acqua calda ‘sgrassa’ la pelle, come quando si versa dell’olio sul banco della cucina che si può rimuovere con l’acqua calda, ma non con quella fredda".
 
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La Lega del Filo d’Oro consolida la sua crescita anche nel 2018 PDF Stampa E-mail
Domenica 05 Maggio 2019 17:03
La Lega del Filo d’Oro, in occasione dell’Assemblea dei Soci, ha presentato il Bilancio 2018, ripercorrendo i traguardi raggiunti nel corso dell’anno passato e indicando i principali obiettivi futuri, in un percorso di crescita che si consolida anno dopo anno. Nel 2018, l’Associazione è stata un punto di riferimento per 911 persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, di cui 137 in Lombardia grazie al Centro socio sanitario residenziale e al Servizio territoriale di Lesmo
 
Il Bilancio 2018 conferma la tendenza positiva riscontrata negli ultimi anni, consolidando una crescita costante in tutti i settori di attività, ad iniziare dalle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali che hanno usufruito dei servizi della Lega del Filo d’Oro, che nel corso del 2018 sono state 911. In Lombardia, il Centro socio sanitario residenziale di Lesmo ha trattato 45 ospiti erogando un totale di oltre 15mila giornate di prestazioni. Il Servizio territoriale, invece, è stato il punto di riferimento per 92 persone sordocieche e le loro famiglie. È quanto emerso dall’annuale Assemblea dei Soci della Lega del Filo d’Oro, nel corso della quale è stato approvato il Bilancio 2018, certificato dai Revisori interni e dalla KPMG e a cui è seguita una convocazione straordinaria alla presenza di un notaio, per deliberare le modifiche allo Statuto, che costituisce il fondamentale documento istituzionale dell’Associazione, rese necessarie dalla recente riforma del Terzo Settore.
 
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Leucemia Philadelphia positiva: una speranza di guarigione PDF Stampa E-mail
Domenica 23 Dicembre 2018 07:18
Uno studio clinico internazionale coordinato dal centro di emato-oncologia pediatrica della Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma (MBBM) ha dimostrato che, se somministrato precocemente, l'imatinib, farmaco già in uso ma con modalità diverse, può bloccare la malattia in pazienti affetti da una particolare forma di leucemia (la Leucemia Linfoblastica Acuta Philadelphia positiva) e aumentare in modo significativo le possibilità di guarigione.
 
Monza, dicembre 2018 – Uno studio clinico internazionale coordinato dal Centro di emato-oncologia pediatrica della Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma (MBBM) e che ha coinvolto 78 centri, ha dimostrato che la somministrazione dell'inibitore di crescita tumorale imatinib sin dalle prime fasi di trattamento con chemioterapia permette la remissione della malattia nella totalità dei pazienti affetti da Leucemia Linfoblastica Acuta Philadelphia positiva (LLA Ph+), una particolare forma di leucemia legata ad una mutazione del cromosoma 22, detto Philadelphia.
 
Lo studio, sostenuto da finanziamenti pubblici e da enti non profit, è pubblicato sulla rivista scientifica Lancet Haematology.
 
Le leucemie sono il tumore più frequente in età pediatrica, in Italia si diagnosticano circa 500 casi all'anno. Nell'80% dei casi si tratta di leucemie linfoblastiche acute (LLA) e di queste, circa il 4%, è caratterizzato da un'anomalia del cromosoma 22, chiamato Philadelphia. Questo tipo di leucemia viene definita Leucemia Linfoblastica Acuta Philadelphia positiva (LLA Ph+).
 
Sino a pochi anni fa, il trattamento prevedeva il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (non sempre possibile perché dipendente dalla disponibilità di un donatore compatibile), che pur portando alla guarigione due pazienti su tre, comporta un rischio di complicanze a breve e lungo termine, anche gravi. Questo studio dimostra che il trapianto può essere evitato nella maggior parte dei pazienti mantenendo una buona prognosi della malattia (la sopravvivenza si attesta intorno al 70% a cinque anni).
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L' Editoriale

Rose e Libri per rivoluzionare il Mondo (Laura Giulia D'Orso)

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I recenti risultati dei test Ocse-Pisa hanno valutato le competenze di lettura di studenti di 80 Paesi nel mondo e gli esiti sono stati spaventosi. Mostrano che i nostri quindicenni faticano a comprendere un testo. I toni allarmistici di questi giorni, incolpano la scuola, ma centrano un po’ tutti, a catena. Centra il versante politico che non ha interesse a creare menti pensanti, centrano gli insegnanti magari anche impreparati sessantottini del 6 politico, o boriosi del loro sapere ma incapaci di comunicarlo oppure stanchi di avere a che fare con “non capaci” di attenzione, quasi apatici di conoscenza.
Che quasi l’80% dei ragazzi raggiunga solo il livello minimo richiesto per la comprensione di un testo è un risultato più o meno stabile da tempo. Siamo in stagnazione culturale e quella economica ne sarà ovviamente la conseguenza, ma sono anni che mai l’agenda politica sulla scuola cambia o se cambia lo fa in peggio. La ricerca di sensazioni forti, immediate, concrete, tangibili, sostituisce la ricerca del senso, della riflessione, del pensiero: i libri hanno pagine impegnative, le rose hanno le spine, i cellulari no.
Che cosa regalate ad un bambino di 12 anni? Vi siete mai chiesti, voi genitori, quanti libri ci sono nelle loro classi, a casa, sul loro comodino? Quanto tempo dedichiamo e passiamo con loro e gli insegniamo ad osservare la Natura e quanto tempo li piazziamo davanti ad uno “schermo babysitter”? Mi chiedo, è possibile che la scuola faccia amare la lettura a chi non sa cosa sia? La scuola fa ancora amare la lettura? Come si riesce a fare amare qualcosa a chi non ha sentore di cosa sia? Ai ragazzi sempre incollati ai social come è possibile portare via quella “facile droga”?
Nel 1941 vicino Praga, una minuscola cittadina polacca Terenzin fu trasformata dai nazisti per metà in ghetto per metà in campo di concentramento. Venne annunciato il rastrellamento casa per casa dei giovani, se non si fossero consegnati l’indomani con pochissimo bagaglio. Al mattino i ragazzi si presentarono, ma la libreria del paese era stata svuotata: durante la notte avevano preso un paio di libri a testa, per metterli nel solo bagaglio concesso. Le parole di uno scrittore, un filosofo, uno scienziato... erano per quei giovani beni di prima necessità: questione di sopravvivenza. Nella stessa nazione, a inizio secolo, è stata approvata una legge per ridurre l’inquinamento luminoso notturno e restituire il cielo stellato ai cittadini: luci schermate da una certa ora.
Il cielo stellato è in estinzione: un terzo della popolazione mondiale non vede più la Via Lattea, un europeo su due scorge una manciata di stelle delle tremila visibili a occhio nudo e l’Italia è tra i Paesi con il maggiore inquinamento luminoso. Durante “la notte di S. Lorenzo” solo ad alta quota si possono scorgere ancora le Sue lacrime, scie di desideri e richieste. Per essere felici bisogna comprare anziché comprendere, godere anziché gioire, accontentarsi anziché impegnarsi... salvo poi scoprirsi sempre insoddisfatti e per eliminare questo inevitabile disagio dell’anima c’è anche il palliativo dello sballo nei momenti di crisi ed arretratezza sociale. Non credo sia un caso che da noi il consumo di droga sia in crescita.
E se invece di “umanizzare” Sardine o qualsivoglia tipo di animale, i ragazzi, aiutati da chi ancora crede nella potenza distruttiva di un libro e della conoscenza, facciano un piccolo-grande passo a cominciare da casa, da scuola, dal lavoro?! Ciò per me significa regalare rose belle, profumate e con spine acute e tanti, tanti libri, a cominciare proprio da questo Natale.
 

Quanto è il valore ed il peso dell’amore. (Laura Giulia D’Orso)

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L’affermazione potrebbe sembrare una sinestesia, non si può usare una unità di misura per qualcosa che non risulta reale. Eppure, a ben riflettere, nel nostro agire quotidiano, siamo talmente abituati a controllare il costo delle cose, che siano beni o servizi, che spesso riteniamo che sia appunto quel dato prezzo ad identificarlo e così succede nei sentimenti. Siamo, però, così sicuri che il prezzo identifichi anche il reale valore di ciò che acquistiamo o proviamo? Certo, il prezzo è immediato e semplice da capire, mentre il valore presuppone un’analisi più approfondita.

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L'umanità è diventata litigiosa per volontà.

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Anche gli animali litigano, ma per qualcosa o qualcuno, ovvero per fame, per difendere i cuccioli, per il controllo del branco o di un territorio. E alla fine uno dei due litiganti, spesso, muore. Non obbediscono ad alcuna legge se non quella della natura. Non professano alcun credo, storia o cultura: seguono, semplicemente, il loro istinto.

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