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La Vero Volley Monza rientra con un punto dalla trasferta di PiacenzaPIACENZA, 17 NOVEMBRE 2019 – Du PDF Stampa E-mail
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Martedì 19 Novembre 2019 10:42

PIACENZA, 17 NOVEMBRE 2019 – Due set e mezzo di ottima pallavolo non bastano alla Vero Volley Monza per portarsi a casa la posta piena contro Piacenza. Al PalaBanca sono infatti i padroni di casa a risalire nella metà del quarto set e vincere al tie-break la maratona contro la squadra di Soli. La sesta giornata di andata della SuperLega Credem Banca 2019-2020 arride dunque agli emiliani, partiti sottotono nel primo parziale ma capaci di farsi sentire durante il match grazie alle fiammate di un maiuscolo Fei, le accelerazioni di Kooy e Stankovic, e i turni al servizio di Yukin: utili a riaprire un match che era apparso più di una volta nelle mani degli ospiti. Rammarico dunque per la prima squadra maschile del Consorzio Vero Volley, generosa e determinata nei parziali vinti, con Yosifov ad essere molto positivo al servizio e Dzavoronok e Kurek ad impattare bene in attacco, ma poco lucida nelle fasi calde del match. I lombardi rientrano in Brianza comunque con un punto, ma rimandano l'appuntamento con la seconda vittoria stagionale. Ora, dopo il turno di riposo nella settima giornata, di scena mercoledì, i monzesi sono attesi a Verona dalla Calzedonia.

LE DICHIARAZIONI POST PARTITA

Santiago Orduna (palleggiatore Vero Volley Monza): “C'era grande voglia e ora c'è grande rammarico. Queste gare vanno vinte, soprattutto se pensiamo che nel quarto set eravamo avanti di tre punti. Di certe occasioni bisogna approfittare e portarsi a casa i tre punti. Oggi era importante vincere e non ci siamo riuscit. Ora però dobbiamo lavorare per migliorare e concentrarci sul prossimo impegno che ci aspetta a Verona. Ripartire dalle piccole cose sarà importante per crescere e portare a casa un'altra vittoria".

LA CRONACA IN BREVE

PRIMO SET

Inizio punto a punto, poi muro di Beretta su Berger, ace di Yosifov e giocata di Dzavoronok: 5-2 Vero Volley Monza. I padroni di casa commettono qualche sbavatura ed i monzesi ringraziano, scappando sul 7-3. Errore al servizio di Krsmanovic, punto Monza con Louati e Gardini chiama time-out sul 9-4 Vero Volley. Due giocate di Fei avvicinano gli emiliani (10-6), ma Dzavoronok e Kurek li tengono a distanza (13-8). Attacco out di Kooy dopo l'errore al servizio di Stankovic e Gardini chiama ancora la pausa (15-9 Vero Volley). Kurek inizia a martellare (17-11), Dzavoronok sale d'intensità al servizio con due ace di fila e Monza accelera sul 20-13. Berger tenta di tenere viva Piacenza (anche un ace per lui), ma il muro di Louati su Yudin avvicina la Vero Volley alla conquista del gioco 23-15, che arriva dopo l'errore al servizio di Yudin, 25-17.

SECONDO SET

Prologo di secondo parziale equilibrato, con Monza ad appoggiarsi a Dzavoronok e Yosifov (anche un ace per lui) e Piacenza a rispondere con Berger e Fei, 4-4. Break Gas Sales con l'ace di Stankovic, 6-4, poi Krsmanovic a consolidarlo dal centro (8-5) e Soli inserisce Seldacek al posto di Louati. Fei sale d'intensità in attacco, spingendo i suoi sul 10-7, Monza risponde con Yosifov (muro su Kooy) e Dzavoronok acciuffando la parità (10-10). Piacenza scappa però ancora con Berger, Kooy ed il muro di Stankovic su Dzavoronok (15-11) e Soli chiama time-out. Due errori di Kurek agevolano la discesa egli emiliani e Soli ferma nuovamente il gioco per parlare con i suoi (17-12). Alla ripresa del gioco muro di Krsmanovic su Kurek (18-12), poi qualche errore da entrambe le parti e una giocata a testa di Krsmanovic e Kooy a portare i padroni di casa sul 21-14. Finale tutto della Gas Sales che, grazie al turno al servzio di Kooy (anche un ace per lui) e ai punti di Fei, vince il secondo gioco 25- TERZO SET

Subito break Vero Volley Monza (2-0), con Kurek a trainare i suoi, 4-1. Kooy accorcia per Piacenza (5-4), Dzavoronok piazza l'ace della nuova fuga Monza, 7-4. I lombardi tengono vivo il vantaggio con Louati (attacco vincente ed ace) e Gardini chiama la pausa sull'11-7 Vero Volley. Ancora ace di Louati, errore di Berger e fuga Vero Volley, 13-7. Dzavoronok e Kurek schiacciano per i monzesi, Kooy risponde per Piacenza (16-10). Mani e fuori di Louati dopo le giocate di Kurek ad allontanare i monzesi, 20-12, che volano sul 22-14 con Dzavoronok. Tre lampi centrali di Beretta consentono a Monza di chiudere il set, 25-15.

QUARTO SET

Parte ancora bene la Vero Volley grazie alle giocate di Kurek e Louati (5-2), ma Piacenza risale complici due disattenzioni monzesi (8-5). Dzavoronok sale d'intensità in attacco e guida i monzesi al 10-6 e Gardini chiama time-out. Alla ripresa del gioco Berger tenta di dare una scossa ai suoi, ma Kurek e Dzavoronok diventano chirurgici in fase offensiva: 12-8 Vero Volley. Ancora monzesi molto lucidi in ricezione e difesa e prolifici in fase offensiva, Piacenza capace di risalire con pazienza fino ad arrivare al meno uno (ace di Stankovic, 14-13) e Soli chiama la pausa. Punto a punto fino al 15-15, poi due lampi di Kurek (attacco vincente ed ace) valgono il break Vero Volley, 17-15. Piacenza sale d'entusiasmo dopo la giocata di Kooy e passa avanti approfittando della palla out di Kurek (19-18) e Soli chiama la pausa. Punto a punto fino al 20-20, poi Yudin e Stankovic vanno a segno (22-20). Lo stesso Yudin guida i suoi alla conquista del gioco grazie ad un ottimo turno al servizio, 25-22.

TIE-BREAK

Punto a punto di grande intensità, ma è Piacenza ad essere avanti al cambio di campo con l'ace di Fei (8-7). Kurek e Dzavoronok spingono Monza, Kooy i padroni di casa (11-11). Fei firma il break per la Gas Sales (13-11) e Soli chiama time-out. Alla ripresa del gioco giocata Dzavoronok va a segno ma poi spara out il servizio: il muro di Stankovic su Kurek regala set, 15-12 e gara 3-2 alla Gas Sales Piacenza.

 
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L' Editoriale

Rose e Libri per rivoluzionare il Mondo (Laura Giulia D'Orso)

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I recenti risultati dei test Ocse-Pisa hanno valutato le competenze di lettura di studenti di 80 Paesi nel mondo e gli esiti sono stati spaventosi. Mostrano che i nostri quindicenni faticano a comprendere un testo. I toni allarmistici di questi giorni, incolpano la scuola, ma centrano un po’ tutti, a catena. Centra il versante politico che non ha interesse a creare menti pensanti, centrano gli insegnanti magari anche impreparati sessantottini del 6 politico, o boriosi del loro sapere ma incapaci di comunicarlo oppure stanchi di avere a che fare con “non capaci” di attenzione, quasi apatici di conoscenza.
Che quasi l’80% dei ragazzi raggiunga solo il livello minimo richiesto per la comprensione di un testo è un risultato più o meno stabile da tempo. Siamo in stagnazione culturale e quella economica ne sarà ovviamente la conseguenza, ma sono anni che mai l’agenda politica sulla scuola cambia o se cambia lo fa in peggio. La ricerca di sensazioni forti, immediate, concrete, tangibili, sostituisce la ricerca del senso, della riflessione, del pensiero: i libri hanno pagine impegnative, le rose hanno le spine, i cellulari no.
Che cosa regalate ad un bambino di 12 anni? Vi siete mai chiesti, voi genitori, quanti libri ci sono nelle loro classi, a casa, sul loro comodino? Quanto tempo dedichiamo e passiamo con loro e gli insegniamo ad osservare la Natura e quanto tempo li piazziamo davanti ad uno “schermo babysitter”? Mi chiedo, è possibile che la scuola faccia amare la lettura a chi non sa cosa sia? La scuola fa ancora amare la lettura? Come si riesce a fare amare qualcosa a chi non ha sentore di cosa sia? Ai ragazzi sempre incollati ai social come è possibile portare via quella “facile droga”?
Nel 1941 vicino Praga, una minuscola cittadina polacca Terenzin fu trasformata dai nazisti per metà in ghetto per metà in campo di concentramento. Venne annunciato il rastrellamento casa per casa dei giovani, se non si fossero consegnati l’indomani con pochissimo bagaglio. Al mattino i ragazzi si presentarono, ma la libreria del paese era stata svuotata: durante la notte avevano preso un paio di libri a testa, per metterli nel solo bagaglio concesso. Le parole di uno scrittore, un filosofo, uno scienziato... erano per quei giovani beni di prima necessità: questione di sopravvivenza. Nella stessa nazione, a inizio secolo, è stata approvata una legge per ridurre l’inquinamento luminoso notturno e restituire il cielo stellato ai cittadini: luci schermate da una certa ora.
Il cielo stellato è in estinzione: un terzo della popolazione mondiale non vede più la Via Lattea, un europeo su due scorge una manciata di stelle delle tremila visibili a occhio nudo e l’Italia è tra i Paesi con il maggiore inquinamento luminoso. Durante “la notte di S. Lorenzo” solo ad alta quota si possono scorgere ancora le Sue lacrime, scie di desideri e richieste. Per essere felici bisogna comprare anziché comprendere, godere anziché gioire, accontentarsi anziché impegnarsi... salvo poi scoprirsi sempre insoddisfatti e per eliminare questo inevitabile disagio dell’anima c’è anche il palliativo dello sballo nei momenti di crisi ed arretratezza sociale. Non credo sia un caso che da noi il consumo di droga sia in crescita.
E se invece di “umanizzare” Sardine o qualsivoglia tipo di animale, i ragazzi, aiutati da chi ancora crede nella potenza distruttiva di un libro e della conoscenza, facciano un piccolo-grande passo a cominciare da casa, da scuola, dal lavoro?! Ciò per me significa regalare rose belle, profumate e con spine acute e tanti, tanti libri, a cominciare proprio da questo Natale.
 

Quanto è il valore ed il peso dell’amore. (Laura Giulia D’Orso)

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L’affermazione potrebbe sembrare una sinestesia, non si può usare una unità di misura per qualcosa che non risulta reale. Eppure, a ben riflettere, nel nostro agire quotidiano, siamo talmente abituati a controllare il costo delle cose, che siano beni o servizi, che spesso riteniamo che sia appunto quel dato prezzo ad identificarlo e così succede nei sentimenti. Siamo, però, così sicuri che il prezzo identifichi anche il reale valore di ciò che acquistiamo o proviamo? Certo, il prezzo è immediato e semplice da capire, mentre il valore presuppone un’analisi più approfondita.

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L'umanità è diventata litigiosa per volontà.

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Anche gli animali litigano, ma per qualcosa o qualcuno, ovvero per fame, per difendere i cuccioli, per il controllo del branco o di un territorio. E alla fine uno dei due litiganti, spesso, muore. Non obbediscono ad alcuna legge se non quella della natura. Non professano alcun credo, storia o cultura: seguono, semplicemente, il loro istinto.

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