Contenuto Principale

via Buonarroti scatta operazione di sostituzione delle fognature

E’ in fase di decollo il rifacimento delle fognature di via Buonarroti, deteriorate dalle infiltra...

Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia

(Paolo Mariani) - Pur senza negare la correttezza dei numeri comunicati dai mezzi di informazione ...

CENTRI ESTIVI COMUNALI ESTATE 2020 _ ORGANIZZAZIONE

  Il Settore Istruzione organizza i Centri ricreativi estivi, con l’obiettivo di offrire a bambini ...

Annullamento delle giornate internazionali della European Academy of Religion 2020

Rimandata la conferenza per 1500 studiosi Bologna, 7 aprile 2020 - A causa dell'emergenza sanitar...

IL GRANDE IMPEGNO DEI SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE DURANTE L’EMERGENZA

 La situazione emergenziale determinata dall’epidemia di “coronavirus” ha messo a dura prova il Co...

  • via Buonarroti scatta operazione di sostituzione delle fognature

    Martedì 10 Marzo 2020 10:57
  • Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia

    Lunedì 16 Marzo 2020 07:20
  • CENTRI ESTIVI COMUNALI ESTATE 2020 _ ORGANIZZAZIONE

    Sabato 04 Aprile 2020 07:02
  • Annullamento delle giornate internazionali della European Academy of Religion 2020

    Martedì 07 Aprile 2020 08:12
  • IL GRANDE IMPEGNO DEI SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE DURANTE L’EMERGENZA

    Martedì 14 Aprile 2020 13:11

Scelti da Noi

Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Quanto è il valore ed il peso dell’amore. (Laura Giulia D’Orso) PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Giovedì 24 Ottobre 2019 12:49
 
L’affermazione potrebbe sembrare una sinestesia, non si può usare una unità di misura per qualcosa che non risulta reale. Eppure, a ben riflettere, nel nostro agire quotidiano, siamo talmente abituati a controllare il costo delle cose, che siano beni o servizi, che spesso riteniamo che sia appunto quel dato prezzo ad identificarlo e così succede nei sentimenti. Siamo, però, così sicuri che il prezzo identifichi anche il reale valore di ciò che acquistiamo o proviamo? Certo, il prezzo è immediato e semplice da capire, mentre il valore presuppone un’analisi più approfondita.
Nel mondo dell’economia e della finanza le cose non sono tanto diverse: ogni titolo ha il suo prezzo e, se vogliamo comprarlo, dobbiamo sborsare una certa somma di denaro. In economia il prezzo, che è stabilito dal mercato, corrisponde al reale valore dell’azienda? Spesso e volentieri la risposta è no.
Per comprendere meglio il concetto prendiamo ad esempio una società che tutti “conosciamo”, la Ferrari. Guardiamo l’andamento del prezzo del titolo negli ultimi mesi: Il primo ottobre 2018 il prezzo era 119,25 euro. Il 27 dicembre 2018 il prezzo era 84,08 euro. Il primo aprile 2019 il prezzo è 120,80 euro. Una discesa del prezzo del 30% e un incremento di oltre il 40%: questo solo in sei mesi! Impossibile pensare che il valore di “Ferrari” abbia subito le stesse variazioni, In un solo semestre? Non credo proprio… I prezzi oscillano continuamente, anche in modo considerevole, indipendentemente dal valore.
Nonostante questo, molte persone continuano a non avere ben chiara la differenza tra prezzo e valore e pensano che siano la stessa cosa: sbagliato! Il prezzo è sotto gli occhi di tutti, ma il vero valore lo sanno in pochi. Questo processo identificativo è applicabile anche ai sentimenti umani. Le emozioni e i sentimenti determinano la qualità della nostra vita. Sono la misura del nostro benessere, il fulcro di ognuno. Costruiamo le nostre esistenze cercando di avere più emozioni positive e meno emozioni negative. È facile quindi comprendere come queste possano caratterizzare ogni relazione e motivare molte delle nostre azioni.
Questo perché le emozioni e i sentimenti hanno significati sempre differenti, esattamente come il prezzo ed il valore in economia. Uno studio relativo ai sentimenti ed alle emozioni, condotto dall’istituto di ricerca Human Highway, palesa come sentimenti ed emozioni siano, ahimè, sempre profondamente legati ai consumi e conseguentemente agli oggetti della vita quotidiana. Le persone esprimono sentimenti ed emozioni per esempio attraverso lo shopping. Così gli oggetti che acquistiamo o regaliamo perdono la loro primaria funzionalità per assumere il ruolo di alfabeto delle emozioni.
Invece non è così! Se un innamorato regala un mazzo di rose del prezzo di trenta euro, l’innamorata percepisce non il prezzo ma il valore immenso del gesto, dell’azione, del sentimento, dell’amore. Se si invia una lettera compro un foglio, una busta, un francobollo che ha un prezzo, ma il valore ed il peso per chi la riceve è centuplicato. Allora possiamo chiederci. Si può pesare l’amore? Si misura con il metro? Che colore, che forma ha? Domanda stupida ci viene da pensare… perché l’amore non si può misurare, né afferrare o fotografare. Ma se non si misura, non si vede e non si tocca, come si fa a dire che esiste?
Eppure lo diciamo in tutti i modi, con poesie e canzoni, ed è la convinzione più profonda che abbiamo: senza amore non possiamo andare avanti. Senza amore siamo come i sassi sulla luna, immobili da secoli, nel grigiore e senza vita… E’ vero che parlare di amore si rischia di dire cose così scontate da risultare banali, eppure sull’amore ci sono innumerevoli canzoni, libri, poesie, opere d’arte, opere di teatro e cinema ed è sicuramente certo che l’amore ha un peso, un valore, una misura.
 
Ricerca / Colonna destra
Segui i nostri feed per essere sempre aggiornato!

L' Editoriale

SCUOLA: FINALMENTE E’ TUTTO CHIARO … LE RIME BUCCALI in primis

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso) Vi assicuro che all’inizio ho avuto un attimo di smarrimento!

scuolaOvvero … prima avevo provato quasi un senso di sollievo all’annuncio sulla pagina ufficiale del MIUR delle linee guida per la riapertura delle scuole a settembre. Dopo quattro mesi di scuole chiuse, maree di bambini e genitori appresso (soprattutto per le scuole di primo ordine), ragazzi alienati dalla didattica a distanza, con metà dei programmi azzerati e con lacune difficilmente colmabili, con professori frustrati e sfiniti avevamo almeno una certezza: la data di riapertura, 14 settembre.

Ma … perché esiste in questo paese sempre un “ma” aggiunto ad un “modo indicativo di un tempo coniugato al futuro” ci dicono che il destino del ritorno sui banchi degli studenti sarà legato alle variabili leggi sul distanziamento sociale messe in atto dal Comitato Tecnico Scientifico basandosi sul “cruscotto” e soprattutto sulle "rime buccali".

Forse un riferimento d’annunziano, un accenno alla poesia bucolica del greco Teocrito, o un tipo di rima virginiana ripresa da Dante?

Escluso Shakespeare e la poesia successiva provenzale che usava una struttura metrica di 14 endecasillabi e non mi pareva perciò una unità di misura di distanziamento sono dovuta ricorrere alla mia “task force medica” privata e gratuita, mio fratello, mio padre e mio zio … medici!

Come non averci pensato prima!

Eppure le "rime buccali" sono la conditio sine qua non per la riapertura degli istituti scolastici e punto imprescindibile nelle azioni di prevenzione.

Esame di Anatomia Umana, secondo anno di Medicina, si parla di una “rima buccale limitata dalle labbra; di un vestibolo della bocca limitato anteriormente e lateralmente dalle labbra e dalle guance, posteriormente dalle arcate mascellari, o meglio gengivo-dentali".

Insomma, molto più semplice del previsto, di altro non si tratta che della distanza tra bocca interna a bocca interna.

Nella bozza del documento sulle linee guida da adottare per la ripresa della scuola, adesso al vaglio della Conferenza Stato-Regioni, è stato inserito appunto questo esplicito riferimento al distanziamento fisico che richiama le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico. «Il distanziamento fisico, inteso come un metro fra le rime buccali (le bocche - ndr) degli alunni, rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione», si legge.

Adesso i Presidi ed i Dirigenti Scolastici saranno sicuramente più contenti!

Hanno facilitato loro la vita lavorativa, prima vagavano da mesi in cerca di indicazioni precise e di plexiglas, o almeno tentavano di ridurre i problemi legati allo spazio, successivamente per la distanza è arrivato il “consiglio” di un metro tra gli alunni considerando da "spalla a spalla".

Adesso mi immagino il controllo della “distanza”. Perchè è qui che viene la parte più complessa!

Consiglio: prendere un metro di quelli di alluminio ritraibili provvisti di aggancio iniziale, poi far sedere i ragazzini al loro posto e, all’apertura del vestibolo della bocca limitato anteriormente e lateralmente dalle labbra e dalle guance, apporre con gessetto una X arrivando ad altro vestibolo di fanciullo!

Semplice no!?

 

L’Europa s’è desta sta alla Germania come l’Italien über alles sta a Berlino

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso)

Dal “siamo tutti Italiani” all’”Europa s’è desta” il passo è stato breve. La Presidente tedesca della Commissione europea Ursula von der Leyen riesce sempre a spiazzare almeno metà degli Italiani!

Per chi è cresciuta conoscendo il testo dell’Inno di Mameli dalle Elementari ed uso il termine Elementari con orgoglio e non scuola primaria di primo grado, non perché giocasse la Nazionale di calcio, ma perché era ed è l’inno del nostro Paese, le parole nel solito italiano scolastico, all’inizio del primo giorno degli Stati Generali, (già il nome è tutto un programma, ripassare sul "Villari") voluti da Giuseppe Conte, è stata una pugnalata al cuore.

Solamente per ricordare che la citata strofa è dal 12 ottobre 1946 parte dell’inno nazionale d’Italia conosciuto anche come Canto degli Italiani, scritto nell’autunno del 1847 dallo studente e patriota genovese Goffredo Mameli e musicato a Torino da un altro genovese, Michele Novaro.

Preludeva alla guerra contro l’Austria, presentando numerosi riferimenti storici del passato. Ecco la spiegazione della strofa

Fratelli d’Italia

L’Italia s’è desta,

Dell’elmo di Scipio

S’è cinta la testa.

Publio Cornelio Scipione, detto l’Africano (253-183 a. C.), fu il generale e uomo politico romano vincitore sui Cartaginesi e su Annibale nel 202 a. C. a Zama (attuale Algeria); la battaglia decretò la fine della seconda guerra punica, con la schiacciante vittoria dell'Impero Romano.

L’Italia, ormai pronta alla guerra d’indipendenza dall’Austria, la Prussia e l'Ungheria, si cinge figurativamente la testa dell’elmo di Scipione come richiamo metaforico alle gesta eroiche e valorose degli antichi Romani.

Bene adesso mi pongo solamente una domanda; ma i politici si leggono prima i discorsi che i propri spin doctors, cioè i consulenti di comunicazione, scrivono? E se sì, non si pongono dei dubbi sul tipo di comunicazione che viene data all’utente finale?

Basita! Ecco allora spontaneo un sillogismo: l’Europa s’è desta sta alla Germania come l’Italien über alles sta a Berlino.