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Grande successo per la nuova collezione delle Spose di Monza PDF Stampa E-mail
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Martedì 03 Dicembre 2019 14:17
Le Spose di Monza, punto di riferimento per il mondo wedding, ha presentato in anteprima nazionale la collezione sposa Sartorial 2020 caratterizzata da unicità, qualità ed alta artigianalità.
 
La collezione è contraddistinta da linee pulite e classiche strizzando però l’occhio a contemporaneità e glamour più accattivante, prendendo come riferimento le dive del passato ma osservando anche le influencer di oggi. Dalla progettazione al prodotto finito tutto viene realizzato in Italia. Il team di sarte e ricamatrici garantisce qualità e vestibilità eccezionali. Niente viene lasciato al caso, con il servizio “Fatto a Mano”, ogni sposa può modificare gli abiti e cambiare i tessuti a proprio piacimento. Oggi, infatti, l’esigenza di sentirsi in un abito estremamente unico, ricercato ma al tempo stesso non eccessivo fa sì che la linea “Sartorial” s’ imponga in Atelier nel momento stesso in cui le future spose arrivano a scoprirne leggerezza e gusto.
 
“Negli anni abbiamo riscontrato sempre più l’esigenza da parte delle spose di unicità e di qualità e così nasce, dopo anni di rodaggio, la scelta di una linea tutta nostra puramente Sartoriale. Il valore aggiunto è sicuramente la contaminazione dei viaggi che facciamo nel mondo ogni anno con l’aggiunta del vero made in Italy”, ha detto Simone Di Bella, designer de Le Spose di Monza.
Il fashion show si è svolto all’interno dell’Oasi Green di Spazio Green, uno spazio nuovo ed originale costituito da quattro suggestive serre per un totale di 450 mq circa. Una location insolita, fuori dal comune, caratterizzata da una struttura in ferro e vetro, composta da ampie vetrate che ne esaltano la luce naturale e la rendono unica nel suo genere. Il trucco e i capelli delle modelle sono stati studiati dall’hairstylist e make-up artist Laura Baretta, Beauty Essence.
Al termine della sfilata ha avuto inizio il Christmas Party con la musica di Those 2 and I, capitanato dall’elegante voce di Francesca Savio mentre lo shooting fotografico è stato realizzato da MasterPhotographers e Frank Catucci, fotografi di matrimoni con uno stile unico. Alternativa Catering & Events ha saputo deliziare gli ospiti con un servizio altamente ricercato,
 
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L' Editoriale

Rose e Libri per rivoluzionare il Mondo (Laura Giulia D'Orso)

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

I recenti risultati dei test Ocse-Pisa hanno valutato le competenze di lettura di studenti di 80 Paesi nel mondo e gli esiti sono stati spaventosi. Mostrano che i nostri quindicenni faticano a comprendere un testo. I toni allarmistici di questi giorni, incolpano la scuola, ma centrano un po’ tutti, a catena. Centra il versante politico che non ha interesse a creare menti pensanti, centrano gli insegnanti magari anche impreparati sessantottini del 6 politico, o boriosi del loro sapere ma incapaci di comunicarlo oppure stanchi di avere a che fare con “non capaci” di attenzione, quasi apatici di conoscenza.
Che quasi l’80% dei ragazzi raggiunga solo il livello minimo richiesto per la comprensione di un testo è un risultato più o meno stabile da tempo. Siamo in stagnazione culturale e quella economica ne sarà ovviamente la conseguenza, ma sono anni che mai l’agenda politica sulla scuola cambia o se cambia lo fa in peggio. La ricerca di sensazioni forti, immediate, concrete, tangibili, sostituisce la ricerca del senso, della riflessione, del pensiero: i libri hanno pagine impegnative, le rose hanno le spine, i cellulari no.
Che cosa regalate ad un bambino di 12 anni? Vi siete mai chiesti, voi genitori, quanti libri ci sono nelle loro classi, a casa, sul loro comodino? Quanto tempo dedichiamo e passiamo con loro e gli insegniamo ad osservare la Natura e quanto tempo li piazziamo davanti ad uno “schermo babysitter”? Mi chiedo, è possibile che la scuola faccia amare la lettura a chi non sa cosa sia? La scuola fa ancora amare la lettura? Come si riesce a fare amare qualcosa a chi non ha sentore di cosa sia? Ai ragazzi sempre incollati ai social come è possibile portare via quella “facile droga”?
Nel 1941 vicino Praga, una minuscola cittadina polacca Terenzin fu trasformata dai nazisti per metà in ghetto per metà in campo di concentramento. Venne annunciato il rastrellamento casa per casa dei giovani, se non si fossero consegnati l’indomani con pochissimo bagaglio. Al mattino i ragazzi si presentarono, ma la libreria del paese era stata svuotata: durante la notte avevano preso un paio di libri a testa, per metterli nel solo bagaglio concesso. Le parole di uno scrittore, un filosofo, uno scienziato... erano per quei giovani beni di prima necessità: questione di sopravvivenza. Nella stessa nazione, a inizio secolo, è stata approvata una legge per ridurre l’inquinamento luminoso notturno e restituire il cielo stellato ai cittadini: luci schermate da una certa ora.
Il cielo stellato è in estinzione: un terzo della popolazione mondiale non vede più la Via Lattea, un europeo su due scorge una manciata di stelle delle tremila visibili a occhio nudo e l’Italia è tra i Paesi con il maggiore inquinamento luminoso. Durante “la notte di S. Lorenzo” solo ad alta quota si possono scorgere ancora le Sue lacrime, scie di desideri e richieste. Per essere felici bisogna comprare anziché comprendere, godere anziché gioire, accontentarsi anziché impegnarsi... salvo poi scoprirsi sempre insoddisfatti e per eliminare questo inevitabile disagio dell’anima c’è anche il palliativo dello sballo nei momenti di crisi ed arretratezza sociale. Non credo sia un caso che da noi il consumo di droga sia in crescita.
E se invece di “umanizzare” Sardine o qualsivoglia tipo di animale, i ragazzi, aiutati da chi ancora crede nella potenza distruttiva di un libro e della conoscenza, facciano un piccolo-grande passo a cominciare da casa, da scuola, dal lavoro?! Ciò per me significa regalare rose belle, profumate e con spine acute e tanti, tanti libri, a cominciare proprio da questo Natale.
 

Quanto è il valore ed il peso dell’amore. (Laura Giulia D’Orso)

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L’affermazione potrebbe sembrare una sinestesia, non si può usare una unità di misura per qualcosa che non risulta reale. Eppure, a ben riflettere, nel nostro agire quotidiano, siamo talmente abituati a controllare il costo delle cose, che siano beni o servizi, che spesso riteniamo che sia appunto quel dato prezzo ad identificarlo e così succede nei sentimenti. Siamo, però, così sicuri che il prezzo identifichi anche il reale valore di ciò che acquistiamo o proviamo? Certo, il prezzo è immediato e semplice da capire, mentre il valore presuppone un’analisi più approfondita.

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L'umanità è diventata litigiosa per volontà.

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Anche gli animali litigano, ma per qualcosa o qualcuno, ovvero per fame, per difendere i cuccioli, per il controllo del branco o di un territorio. E alla fine uno dei due litiganti, spesso, muore. Non obbediscono ad alcuna legge se non quella della natura. Non professano alcun credo, storia o cultura: seguono, semplicemente, il loro istinto.

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