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Regione Lombardia: 25 milioni per la cultura PDF Stampa E-mail
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Giovedì 18 Gennaio 2018 07:40
"Oltre 17 milioni di euro per la cultura in Lombardia. Un ulteriore grande sforzo da parte della giunta Maroni, con la messa a disposizione di grandi risorse e nuovi strumenti di attuazione delle politiche culturali regionali, in un'ottica di potenziamento delle nostre ricchezze culturali, sia dal punto di vista del patrimonio che delle attività, con uno sguardo particolare anche al settore culturale e creativo".
Lo ha detto l'assessore alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia, Cristina Cappellini commentando le delibere approvate oggi dalla giunta regionale.
"Teniamo conto del fatto - ha precisato l'assessore Cappellini - che queste risorse vanno ad aggiungersi al fondo già stanziato per gli interventi relativi alle sale dello spettacolo, il cui bando si aprirà il 23 gennaio prossimo, e a quello destinato, più in generale, ai beni culturali che si aprirà nel mese di febbraio, per un ammontare complessivo di 7,5 milioni di euro".
 
SPETTACOLO - I beneficiari di questo stanziamento sono:
Dipartimento Lombardia della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia (350.000 euro); Fondazione Cineteca Italiana (120.000 euro); Fondazione Lombardia Film Commission (400.000); Quasi 5 milioni di euro saranno destinati alla partecipazione, attraverso l'assegnazione di contributi di gestione, all'Ente Autonomo del Piccolo Teatro della Città di Milano - Teatro d'Europa; Fondazione I Pomeriggi Musicali di Milano; Fondazione Teatro alla Scala; Associazione Centro Teatrale Bresciano. Altri fondi sono previsti per Comune di Milano e Comune di Pavia.
Per i Teatri di Tradizione saranno coinvolti: Fondazione Teatro Ponchielli di Cremona; Fondazione Teatro Grande di Brescia; Fondazione Teatro Fraschini di Pavia; Fondazione Donizetti di Bergamo; Teatro Sociale di Como e I Pomeriggi Musicali. Potranno usufruire dei fondi regionali anche i titolari delle residenze artistiche.
Al progetto OperaLombardia e a iniziative di alto valore artistico sono riservati 990.790 euro mentre per la realizzazione di Next 2018-2019, la borsa dello spettacolo andranno 535.700 euro.
 
BENI CULTURALI - Altri 8 milioni sono destinati per l'anno 2018 a sostegno di progetti e iniziative che rientrano negli Ambiti di intervento definiti dalla nuova legge in materia di politiche culturali, e in particolare: promozione educativa e culturale; valorizzazione di biblioteche e archivi storici; valorizzazione di musei; catalogazione patrimonio culturale; promozione della cultura cinematografica e audiovisiva; promozione della musica e della danza; produzione teatrale - iniziative triennali ; circuiti di spettacolo - iniziative triennali; promozione educativa culturale - iniziative triennali; festival musica e festival danza - iniziative triennali; lingua lombarda e patrimonio immateriale; interventi urgenti di valorizzazione dei beni culturali della Lombardia per l'anno 2018; aree archeologiche, siti iscritti o candidati alla lista Unesco e itinerari culturali; soggetti partecipati da Regione Lombardia.
 
Un altro settore finanziato con 2 milioni di euro in attuazione della delibera approvata in giunta, in questo caso di concerto con l'assessore regionale all'istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea, riguarda l''Auto-imprenditorialità in ambito culturale-creativo e il riutilizzo di spazi pubblici'.
 
L'iniziativa prevede la pubblicazione, da parte di Regione Lombardia, di un bando a valere sulle risorse FSE (Fondo Sociale Europeo) 2014-2020 per la selezione delle proposte di formazione/accompagnamento, presentate da operatori accreditati da Regione Lombardia ai servizi alla formazione e al lavoro, con il coinvolgimento di incubatori d'impresa rientranti nell'elenco degli incubatori certificati dal Ministero dello Sviluppo Economico.  La presenza degli incubatori è condizione necessaria per l'ammissibilità delle proposte progettuali.
Seguirà la realizzazione dei percorsi di formazione/accompagnamento, la pubblicazione, da parte di Regione Lombardia, di una manifestazione d'interesse per acquisire la disponibilità di Enti pubblici e/o concessionari di spazi pubblici ad individuare spazi inutilizzati per l'insediamento delle neo-imprese, nel caso in cui tali soggetti non siano stati coinvolti sin dalla fase di presentazione della proposta progettuale e, infine l'insediamento delle neo-imprese, negli spazi individuati a seguito della manifestazione d'interesse, avvio delle attività imprenditoriali e ulteriori attività di formazione/accompagnamento a seguito della costituzione dell'impresa per supportarla nella fase di start-up.
 
I tempi di realizzazione della formazione/accompagnamento alla creazione d'impresa sono di 12 mesi dall'individuazione dei soggetti che realizzeranno tale percorso e si svolgerà nelle annualità 2018 - 2020.
 
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L' Editoriale

Ad buon intenditor poche parole

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(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.