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Qualità dell’aria ed efficienza energetica nel futuro delle nostre città PDF Stampa E-mail
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Venerdì 02 Febbraio 2018 14:28
Si è svolto all’inizio di Febbraio, presso Palazzo Pirelli a Milano, all’attenzione della stampa nazionale, il convegno “Smart Cities: qualità dell’aria ed efficienza energetica nel futuro delle nostre città”. Un importante momento di riflessione promosso da Danfoss Italia e A2A Energia, società commerciale del Gruppo A2A che si occupa delle forniture di energia elettrica, gas, servizi e soluzioni per l’efficienza energetica.
Un’iniziativa nata con l’intenzione di sensibilizzare l’opinione pubblica e la cittadinanza sull’importanza dell’ottimizzazione dei consumi energetici negli impianti di riscaldamento residenziali, che ha pienamente incontrato il sostegno di Regione Lombardia.
Grazie alla volontà delle due aziende promotrici, Danfoss Italia e A2A Energia, che da prospettive diverse promuovono la propria offerta commerciale e di servizi al consumatore nell’ambito dell’efficientamento energetico, esperti di differente estrazione si sono riuniti per aprire un dibattito su una tematica complessa quanto urgente, come quella del futuro delle nostre città.
 
Smart Cities, infatti, costituisce un chiaro esempio dell’impegno costante che da sempre vede Danfoss Italia e A2A Energia in prima linea nella diffusione di una cultura della sostenibilità ambientale nel nostro paese, consapevoli che sia necessario sensibilizzare il cittadino nella promozione di comportamenti virtuosi.
 
Il convegno si è focalizzato in particolar modo sulle problematiche della Lombardia e della Pianura Padana, partendo dal suo contesto caratterizzato dalla presenza di grandi città e negativamente condizionato, nonostante i comportamenti virtuosi messi in atto dalle Istituzioni, dalle sue peculiarità morfologiche.
Partendo da una prima introduzione al tema oggetto di dibattito, hanno preso parola, oltre al Dott. Matina, General Manager Danfoss Italia, e l’Ing. Moretti, Presidente A2A Smart City, il Vicepresidente di Regione Lombardia e assessore alla Casa, Housing Sociale, Expo 2015 e Internazionalizzazione delle Imprese che ha dichiarato: “Le politiche regionali perseguono da tempo l’obiettivo della riqualificazione energetica degli edifici esistenti, con percorsi di regolamentazione e incentivazione per uno sviluppo sempre più sostenibile e intelligente del territorio lombardo. La Lombardia è, inoltre, la prima regione in Italia per numero di imprese che investono in tecnologia green e che sono leader nell’utilizzo di energia pulita. Regione ha anche voluto favorire la mobilità sostenibile con l’arrivo, nell’area di Monza e Brianza, delle prime 34 postazioni di ricarica per veicoli elettrici, che saranno fruibili dal 2018. I temi dell’inquinamento ambientale e dell’efficienza energetica rappresentano una nostra priorità anche per quanto riguarda l’importante aspetto della sensibilizzazione”.
 
È di qui intervenuto il Prof. Andrea Giuliacci, noto meteorologo e titolare della cattedra di Fisica dell’Atmosfera presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, il cui intervento ha permesso di evidenziare le condizioni climatiche e morfologiche che acuiscono il problema nel territorio della pur virtuosa Lombardia. Si è infatti posta particolare attenzione ai cambiamenti climatici in atto, andando a evidenziare le misure per una crescita sostenibile, con particolare attenzione alla peculiarità morfologica del contesto Padano. L’intervento del Prof. Stefano Centanni, Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio presso l’Università degli Studi di Milano e Direttore del Dipartimento di Pneumologia dell’Ospedale San Paolo di Milano, ha permesso poi di quantificare le ricadute sulla salute dei cittadini dei preoccupanti indici di qualità dell’aria, principale causa dell’inquinamento dei nostri centri urbani.
 
Il Prof. Vittorio Chiesa, Direttore dell’Energy Strategy Group del Politecnico di Milano e Presidente del Comitato Scientifico MCE 2018, ha di qui evidenziato le dimensioni e le opportunità che il mercato dell’efficientamento energetico offre al nostro paese in funzione di tecnologie già disponibili anche per il comparto residenziale.
Un convegno ricco di prospettive e punti di vista che, grazie all’intervento di Stephan Kolb, Danfoss Head of Industry Association, ha varcato i confini italiani, per spaziare su dati e best practice del contesto europeo  e di qui riflettere sulla strada da intraprendere a fronte del grande sforzo fatto in materia legislativa dalla Commissione Europea e dal nostro paese. Una tematica approfondita anche nell’intervento del Dott. Michele Camisasca, Direttore Generale ARPA, e ripreso in una prospettiva dei servizi al cittadino da A2A nella persona dell’Ing. Paolo Bellotti, Responsabile Marketing e Vendite di A2A Energia, che ha ovviamente posto l’attenzione sul rapporto con i consumatori e come il fornitore di luce e gas può giocare un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione dei propri clienti all’adozione di comportamenti e soluzioni per l’efficientamento energetico.

DIFFONDERE LA CULTURA DELL’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO È IL PRIMO PASSO
Dopo l’importante campagna di comunicazione realizzata da Danfoss Italia nell’autunno dello scorso anno, che ha visto l’azienda danese impegnata in un’attività di sensibilizzazione dei cittadini verso l’utilizzo di tecnologie volte a incrementare l’efficientamento energetico dei nostri edifici, Danfoss ha trovato in A2A Energia un valido partner nell’opera di sensibilizzazione e diffusione di una cultura dell’efficientamento.
 
Un’esigenza reale, se si pensa che attualmente oltre il 50% della popolazione mondiale vive in città e aree urbane, laddove nel 2050 la previsione di inurbamento potrà raggiungere il 70%. Se si considera che gli edifici sono responsabili oggi di oltre un terzo del consumo globale e del 75% delle emissioni di carbonio, è proprio nelle città che risiede il più alto potenziale di efficientamento energetico. Il messaggio è quindi molto chiaro: esse svolgono senza dubbio un ruolo cruciale nella lotta al cambiamento climatico.
Stringendo il campo prospettico all’ambito residenziale, diviene pertanto essenziale attivarsi per promuovere una cultura adeguata e sensibilizzare i differenti interlocutori - non ultimo il consumatore finale - presentando con immediatezza e semplicità i benefici che possono derivare dalle nostre scelte di consumo.
 
Come evidenziato dal Dott. Matina, in rappresentanza di Danfoss Italia, un puntuale controllo delle temperature degli impianti di riscaldamento domestici e l’ammodernamento delle soluzioni per la produzione e distribuzione del calore, unitamente all’adozione di caldaie a condensazione e valvole termostatiche per gli impianti, rappresentano soluzioni tecnologiche fin da ora disponibili e di grande impatto. Un doppio vantaggio per i cittadini che, se da una parte possono realmente contribuire alla salvaguardia dell’ambiente e della qualità dell’aria delle città in cui vivono, dall’altra possono beneficiare anche a livello economico di tali comportamenti virtuosi. La riduzione dei consumi di energia si traduce, infatti, in un sensibile risparmio sui costi in bolletta, grazie soprattutto al controllo puntale delle temperature nei singoli ambienti che permette di risparmiare senza rinunciare al confort, agendo allo stesso tempo in modo drastico per ridurre le emissioni di polveri sottili provenienti dai gas di scarico delle caldaie, con un atto di responsabilità importante per l’ambiente circostante.
 
Una spinta all’agire che non può più essere differita, se si pensa che il nostro paese è sulle prima pagine dei principali quotidiani proprio in questi ultimi giorni in qualità di maglia nera per la qualità dell’aria che noi tutti respiriamo nei più grandi centri urbani italiani. La sfida all’efficientamento energetico, infatti, non passa solo attraverso tecnologie già esistenti, e per di più incentivate dalla legislazione esistente, ma soprattutto da una sensibilizzazione al cittadino che, specificatamente informato in merito alle conseguenze delle proprie scelte, può agire nella propria quotidianità in modo virtuoso e consapevole.
 
Sfruttando le attività di ricerca svolte a livello europeo è facile capire quale sia la strada da intraprendere. Si pensi, ad esempio, ai risultati dello studio “Optimising the Energy Use of Technical Building Systems” commissionato e patrocinato da Danfoss e realizzato da Ecofys, nota società di consulenza energetica a livello internazionale, focalizzata sul tema dell’energia sostenibile per tutti.    
Secondo Ecofys gli impianti di riscaldamento e raffrescamento sono infatti responsabili del 70% del consumo di energia totale negli edifici, con un notevole impatto anche sui bilanci familiari. Un’azione sinergica e concreta, volta all’efficientamento energetico, garantirebbe invece un notevole risparmio di energia, quantificabile in un -21% se si pensa a soluzioni monofamiliari e -28% in contesti condominiali. Ovviamente in caso di impiego di soluzioni smart e digitali, i benefici aumenterebbero. Tutto questo senza bisogno di sostituire la caldaia o attuare interventi di coibentazione, ma semplicemente prevedendo il controllo della temperatura in ogni singolo ambiente attraverso l’installazione di valvole termostatiche e, in caso di condominio dotato di impianto di riscaldamento centralizzato, bilanciando l’impianto.
 
Attraverso una maggiore consapevolezza del cittadino in ambito di termoregolazione e grazie all’impiego di valvole termostatiche, si stima che si possa contribuire a risparmiare 32/40 TWh nelle case degli italiani, che corrisponderebbe a una riduzione di 3/4 miliardi di euro all’anno, traducibile in una riduzione di consumi minima del 15/20%. In Italia circa 15 milioni di abitazioni, ovvero 2/3 del totale, non sono dotate di valvole termostatiche e circa l’80-90% degli impianti centralizzati non è bilanciato.
Ripensare i propri edifici è la sfida per il nostro futuro: investire nell’adeguamento degli impianti di riscaldamento residenziali si traduce in un beneficio per le persone, una riduzione delle emissioni di CO2 e una diminuzione dei costi di importazione di gas metano, che potrebbero essere reimpiegati per sanare l’economia.  

SENSIBILIZZARE, FIN DA PICCOLI
Il titolo volutamente provocatorio del Convegno “Smart Cities” nasce dalla consapevolezza che lo sviluppo tecnologico senza la presa di responsabilità del cittadino nel metterlo in opera sia inutile. È questo il momento per ripensare l’efficienza dei nostri edifici, partendo da quelli in cui viviamo. Per questo Danfoss e A2A Energia coerentemente con i propri percorsi di Corporate Social Responsibility hanno intrapreso un’iniziativa che, a partire dai prossimi mesi, coinvolgerà le classi IV e V delle scuole primarie e le classi I e II delle scuole secondarie di primo grado delle province di Milano, Monza e Brianza e Brescia.
Una campagna educativa volta a diffondere la cultura del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale, impegnandosi in maniera concreta per promuovere il cambiamento richiesto alle future generazioni. Un progetto didattico, educativo e formativo che vuole stimolare direttamente la nascita di una consapevolezza e l’agire in quelli che sono e saranno i cittadini del domani.
 
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L' Editoriale

Ad buon intenditor poche parole

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(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.